Enrico Sodano è un democristiano piuttosto insolito. Anzitutto perché dotato di una gioia scanzonata e apparentemente lontana dai vari De Gasperi e Andreotti, vissuta alla stregua di uninfanzia, di una purezza da tramandare di padre in figlio - di Nome e Cognome, come riporta il sottotitolo del libro - con la tipica ostinazione dei bambini, appunto, o dei politici, specie quelli di una volta. Unostinazione che è fonte di un ulteriore aspetto insolito, perché lautore conosce così bene i lati oscuri della cosiddetta real politik da arrivare a dire che il voto oggi è esercizio apparente di democrazia, ma non abbastanza da interiorizzarli e renderli strumenti propri. Saldamente radicato al di qua della morale, non solo è indifferente al richiamo delle retoriche, ma ad una società che al pari di un Signore dei livelli tratta i suoi componenti come figli da allevare e livellare, contrappone le voci dei padri che si mischiano a quelle dei figli e di incontri casuali, voluti dal destino, lo stesso destino che ci vuole clan di qualcuno. Come questo qualcuno, il prossimo, giunga nella nostra vita è tutta unaltra musica, e di musica, nel libro, ne scorre parecchia.
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